Farinelli e il Re

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Farinelli e il Re
di Claire van Kampen
traduzione Monica Capuani
regia e ideazione dell’evento Fabio Grossi
con Leo Gullotta, Lucia Fossi, Isabella Farnese, Mauro Racanati, Francesco Divito, Luca Iacono, Valerio Santi, Federico Fiorenza
direzione musicale e clavicembalo Luca Ambrosio
violoncello Francesco Musumeci
violini Flavia Piluso, Martina Scarpuzza
regista assistente Mimmo Verdesca
una produzione Teatro Stabile di Catania in collaborazione con Comune di Catania e Istituto Musicale Vincenzo Bellini

 

Claire van Kampen ci racconta una storia, dove i protagonisti sono personaggi illustri vissuti a cavallo del XVII e del XVIII secolo. Non sappiamo se la vicenda abbia percorsi di autenticità, ma di una cosa siamo certi, e la condividiamo, l’autrice porta avanti il messaggio “l’Arte vivifica”!

Il Re Filippo V di Spagna è preda del Male Oscuro, e questa sua depressione lo ha allontanato dalla gestione del potere. La corte è fortemente preoccupato perché il regno è senza guida e uno stato acefalo è uno stato che muore. Interviene Isabella Farnese, Regina di Spagna, mettendo in atto la sua idea di avvicinare Farinelli, il celebre castrato che in quegli anni furoreggia in Europa e tutte le corti parlano di lui. Contatta Metastasio, autore e “manager” del famoso cantante lirico e gli chiede di farlo andare a corte. E così sarà, la force de la noblesse!
Da qui in poi, tra Filippo V e Farinelli, segue un rapporto pregnante e uno scambio intellettuale corroborante, che il Re assurgerĂ  di nuovo al potere mentre il detto Farinelli cercherĂ  pace in una vita da anacoreta in un bosco nei pressi di Bologna.

Grandi sentimenti, alte sensazioni, di una vita vissuta nel turbine degli eventi, verranno raccontati e svolti con la leggerezza e la forza delle note che sgorgano, scintillanti, dall’ugola dorata di un “portatore sano” di arte, pur esso con le sue difficoltà e costrizioni, a tutto beneficio di colui che l’agio ed il potere hanno reso mansueto. Il grande pregio del testo della signora van Kampen, è quello di aver congegnato un espediente scenico di grande efficacia: la presenza in scena di due interpreti del ruolo di Farinelli, il cantante e l’attore, che giocano il personaggio a specchio, mantenendo integre le due realtà, insite nella natura dell’artista. Grande protagonista in scena, il Re Filippo V di Spagna. Figura storica di grande valore, che proprio dall’incipiente infermità creò non pochi problemi al suo regno, sia amministrativi che dettati da brame di potere, dalle quali nessuno dei comprimari fu esente.

Il testo, inedito in Italia, è stato tradotto dall’inglese, in maniera colta, da Monica Capuani.

Protagonista, nelle vesti del Re, Leo Gullotta, affiancato dai “due” Farinelli: Mauro Racanati (attore) e Francesco Divito (sopranista). Completano il cast dei coprotagonisti, quattro giovani e valenti attori, ex allievi della scuola “Umberto Spadaro” del Teatro Stabile di Catania: Lucia Fossi, Federico Fiorenza, Luca Iacono e Valerio Santi. Direttore dell’ensemble è il maestro Luca Ambrosio. Questa consta di quattro strumenti, di cui tre cordofoni suonati da allievi dell’Istituto Musicale “Vincenzo Bellini” di Catania.

 

 

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