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Lapilli

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Dall’incontro tra un attore siciliano, Leo Gullotta, e un ensemble di musica siciliana antica, gli Al Qantarah, nasce Lapilli – Voci e suoni dall’isola, un percorso poetico-musicale che parte da Federico II e Cielo D’Alcamo, incontra Tomasi di Lampedusa e sfocia nella forza corrosiva dei versi di Buttitta e nella prosa travolgente di Andrea Camilleri. Lapilli è un inno d’amore per un’isola affascinante e tormentata, scandito al ritmo di un ricchissimo apparato strumentale.

Note di regia.

Il gruppo Al Qantarah (termine arabo che significa “il ponte”) svolge da qualche tempo un attento lavoro di ricerca e riproposta musicale, centrato sulla Sicilia medievale. Il risultato finale, così come si può ascoltare nei concerti che il gruppo oramai da più di un decennio porta in giro nel mondo, è un tentativo di ricognizione sonora di una Sicilia multiforme e multietnica, che, di fatto, sopravvive fino ai nostri giorni.

Proprio in forza di questo convincimento, nel percorrere quella che è stata definita la Scuola Poetica Siciliana, che ebbe le sue origini dalla corte dell’imperatore svevo-normanno che governò da illuminato politico e mecenate, con figure rappresentative come Cielo D’Alcamo, Giacomo da Lentini e lo stesso Federico II, qui rappresentato dalla sua lirica “Dolce lo mio drudo”, ci si spinge in questa nostra ricognizione tra la produzione letteraria siciliana, fino a Camilleri. Per fare ciò, non potevamo esimerci dal visitare gli scritti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che con il suo Gattopardo ha ritagliato con gran maestria l’anima dei conterranei. Termina questo nostro viaggio l’ultimo tra i più grandi poeti siciliani: Ignazio Buttitta, che con la sua lirica caustica ed orgogliosa, definisce l’opera del suo popolo, senza risparmiare lodi e disapprovazioni alla sua terra.

La presenza di Andrea Camilleri, in questo nostro girovagare tra le lingue di questa isola, che tanto ha dato alla fantasia e alla creatività letteraria, è rappresentata da due brani, di grande ironia ed intelligenza, tratti da “La scomparsa di Patò” e da “La concessione del telefono”.

Percorso letterario, questo che si avvale della forza evocativa, offerta attraverso una splendida lettura, di cui è interprete Leo Gullotta. Il suo prezioso apporto allarga gli orizzonti del progetto iniziale e dà vita ad un vero e proprio percorso poetico – musicale, in un gioco sinergico che combina a tutto tondo le suggestioni della parola e la potenza del canto, musicalmente eseguito da un ricchissimo apparato strumentale.

L’immagine dello spettacolo, raccoglie sinteticamente tutto ciò che di bucolico e rustico, ci concede l’immaginazione. Questa è stata una scelta determinata dall’estrema volontà di vestire semplicemente parole e suoni che per la loro valenza, assumono altezze di grande spessore letterario.

L’alchemica collaborazione tra Gullotta e gli Al Qantarah offre un’immagine della Sicilia, terra sempre viva e curiosa, come vivi sono i Lapilli, che con forza escono dall’Etna: montagna madre e padrona di un Isola traboccante d’Amore e Contraddizioni.

 

 

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